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Riportiamo, dal sito della Diocesi, alcuni brani tratti da riflessioni e contributi per prepararsi alla visita di papa Francesca a Milano

I testi integrali e altre riflessioni e materiali su www.chiesadimilano.it

di don Alberto Vitali

La nostra città porta scritta fin nel nome la propria vocazione: Milano, terra di mezzo. E davvero lungo i secoli non s’è mai negata a essere luogo di incontro, accoglienza e scambio culturale. Basterebbe pensare alle numerose congregazioni e confraternite sorte per dedicarsi all’assistenza e all’educazione, come pure agli illustri filantropi e intellettuali o alle variegate istituzioni civili, che col pensiero e l’intraprendenza hanno fissato punti di non ritorno nel progresso della civiltà.

Oggi Milano è di fronte a una sfida nuova e più alta: realizzare un modello di società plurale, capace di riconoscere a ciascuno il diritto pratico, non solo teorico, di realizzarsi in una trama di relazioni senza rinunciare a quanto di positivo ha ereditato dalla propria cultura e religione, ma nemmeno sacrificando quell’unità di fondo che costituisce l’anima di una città. Certo la sfida è grande e tutt’altro che scontata; non a caso Papa Francesco, parlando alla Chiesa italiana ha detto che «oggi non viviamo un’epoca di cambiamento, quanto un cambiamento d’epoca». La sfida consiste allora nell’essere protagonisti del cambiamento, costruttori di quel «meticciato» di civiltà spesso indicatoci dal nostro Arcivescovo Angelo Scola. Un tema centrale anche nella prossima visita pastorale alle comunità migranti della Diocesi, perché se è vero che hanno in comune la stessa fede cattolica, questa non può che incarnarsi nelle diverse tradizioni e culture.

Dall'"Evangelii Gaudium"

Sarà una tiepida giornata di primavera ad accogliere Papa Francesco nella nostra splendida Milano, o una fredda giornata ancora invernale? Quel che importa è che il nostro cuore lo attenda. Il Papa viene e ci richiama l’essenziale: “Non mi stancherò di ripetere quelle parole di Benedetto XVI che ci conducono al centro del Vangelo: «All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva». (EG, 7) 

di Marta Scorsetti

Pensiamo a Giovanni e Andrea o pensiamo alla samaritana, all’adultera che si sono lasciati guardare da Lui e l’hanno seguito perché quell’Uomo sapeva guardare nel profondo delle loro vite. Così, in un mondo dove tanti pensano di difendersi innalzando dei muri, chi ha incontrato Gesù vive una passione per il Destino di tutti gli uomini. “Ai cristiani di oggi è chiesto di vivere l’Ecce homo di Gesù, che non recrimina, ma accoglie e, pagando di persona, salva”.  Questo ci apre al dialogo umile e cordiale con chiunque, rendendoci desiderosi di costruire con tutti, condividendo la nostra vita amata e plasmata da Cristo. Siamo oggi chiamati a rinnovare il fascino dell’esperienza cristiana che ci ha cambiato la vita e ha dato al nostro sguardo un nuovo orizzonte.

di mons. Mario Delpini 

Credo che la nostra aspettativa sia ricevere un aiuto per essere preti migliori, per vivere interamente la bellezza di essere donati al Signore, per non lasciarsi rubare la gioia del Vangelo. Ascolteremo dal Papa un incoraggiamento ad affrontare le sfide del tempo che stiamo vivendo. Speriamo che non manchi anche la correzione fraterna, come spesso indica il Santo Padre, proprio perché ci lasciamo purificare da un invito alla povertà personale, alla carità, all’attenzione ai poveri. Credo che saranno questi i contributi che il Santo Padre potrà dare in questa sua visita. Consegne che valgono per tutti, ma a maggior ragione per i Ministri ordinati le consacrate, i consacrati e i diaconi.