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Domenica 26 gennaio il salone teatro nella scuola parrocchiale era gremito di adulti in dialogo con Matteo Lancini, psicologo esperto dell’età evolutiva. In un'ora ci ha fornito molti spunti di riflessione, con alcune chiavi di lettura del nostro tempo, della realtà dei ragazzi ed ha posto a noi adulti alcune domande interessanti, che val la pena di approfondire per essere significativi per le nuove generazioni. 

E’ profondamente cambiata la famiglia: da “tradizionale-normativa” (prima il dovere poi il piacere!) è diventata “relazionale-affettiva”. In essa i rapporti sono di maggiore confidenza e vicinanza, l’affetto è maggiormente manifestato ed è possibile un’espressività maggiore di tutti i membri, perché è minore il timore e la soggezione.

 

In realtà spesso la vicinanza che si realizza è più mentale che fisica: infatti si trascorrono meno ore insieme, ma si è sempre connessi attraverso il cellulare e tutte le varie funzioni che permettono una “geolocalizzazione fisica” ed un controllo costante a distanza. 

Spesso ci interrogano alcuni comportamenti degli adolescenti che facciamo fatica a capire, ma non ci accorgiamo che essi in realtà sono anche il frutto di un ambiente in cui li abbiamo immersi fin dalla nascita.

 

Oggi ci preoccupa che essi “si esibiscano” sui social tramite foto ed altre modalità, ma non siamo consapevoli che sono le prime generazioni di cui abbiamo le foto ancora prima che siano venuti al mondo, attraverso le ecografie! Nel corso della loro crescita li abbiamo ripresi e immortalati e proprio noi adulti abbiamo condiviso le loro immagini ad amici e parenti, se non addirittura sui social!

 

Oggi ci stupisce come siano assetati di consenso e quanto soffrano quando ciò che pubblicano non ottiene il riscontro che si aspettavano attraverso il numero di visualizzazioni e relativi “like”, ma noi per primi da subito siamo stati preoccupati fin da bambini fossero “popolari” nei loro ambienti. Spesso siamo intervenuti a loro difesa quando si profilava all’orizzonte qualche esclusione da feste di compleanno od altro. Oggi è normale l’intervento se non l’intrusione del genitore nelle relazioni del figlio, siano essi coetanei od adulti, quali insegnanti e educatori vari, spesso a difesa dei suoi interessi contro quelli di qualcun altro.

 

Come genitori soffriamo intensamente per le fatiche e le normali sofferenze nelle quali i ragazzi si imbattono nel loro percorso di crescita; spesso attiviamo condotte iperprotettive che ostacolano la loro possibilità di misurarsi con la realtà in prima persona. Inoltre oggi il contesto sociale avvertito come pericoloso è pieno di insidie riduce la libertà di movimento dei ragazzi al di fuori dello stretto controllo degli adulti. Tutto ciò rende complicato il cimentarsi ad affrontare la realtà senza una rete di salvataggio preveniente gli ostacoli.

Eppure lo sperimentarsi in prima persona, l’affrontare gli ostacoli che si presentano, imparare a cadere e soprattutto a rialzarsi è il modo privilegiato per sviluppare la consapevolezza delle proprie capacità e la fiducia in se stessi.

 

Come è possibile dunque essere “persone influenti”, significativi per i ragazzi oggi? Se non lo siamo noi essi vanno a cercare persone significative in altri contesti, soprattutto nel mondo dei social.

Cosa trovano di utile, di interessante per loro nelle nostre proposte? 

E’ pensabile tornare ad interessarsi anche al figlio del vicino, in un’epoca di individualismo educativo, dove ognuno pensa di poter fare il “genitore unico”?

 

Questi ed altri interrogativi ci ha lasciato quel pomeriggio, e val la pena riprenderli e  approfondirli perchè dalle risposte che troveremo dipende la qualità della vita nostra, della comunità e della società.

A questo proposito l’intervento è stato ripreso ed è pubblicato al link https://www.youtube.com/watch?v=YCC7QOuHt1E&feature=youtu.be

 

Inoltre è possibile approfondire questi argomenti anche nella ricca produzione che Matteo Lancini ha a suo carico. Segnaliamo il suo sito: matteolancini.it dove ci sono articoli e contributo che ha scritto per varie testate giornalistiche ed in particolare il suo libro: ABBIAMO BISOGNO DI GENITORI AUTOREVOLI che è in fase di ristampa in edizione tascabile per la Mondadori.