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di don Giovanni Pauciullo

Carissimi parrocchiani, vi mando un saluto di cuore, scrivendovi per la prima volta dal settimanale parrocchiale che ho pensato di rinnovare. Spero possa essere uno strumento capace non soltanto di raccogliere avvisi ma anche di mettere in circolo idee che corrispondano alla bellezza del Vangelo e che ci aiutino a diventare Chiesa in cammino. Vorrei che questo strumento potesse raccontare le iniziative che lo spirito suscita tra noi, raccontando la storia contemporanea in cui Cristo agisce attraverso il nostro impegno e il nostro servizio nella comunità cristiana. La storia di una comunità è importante. Deve essere raccontata senza stancarsi, deve essere scritta e riscritta. Troppe volte facciamo in fretta a dimenticare ciò che Dio ha fatto per noi. 

Dobbiamo ricordare e raccontare i tanti momenti in cui Dio ha vigilato con amore sulla vita della nostra parrocchia. Solo così ritroviamo la speranza e il coraggio di affrontare le nuove sfide pastorali che il tempo contemporaneo ci mette dinanzi. Solo così sapremo affrontare rischi e accettare difficoltà con il coraggio e la perseveranza di chi si fida di Dio. Cari parrocchiani, sto muovendo i primi passi tra voi e vorrei ringraziare le molte persone che hanno voluto esprimermi il proprio affetto, il proprio benvenuto e accoglienza calorosa nell’aiuto concreto. Tutti segnali che mi confortano e mi incoraggiano.

A tutti chiedo una preghiera, perché possa diventare un pastore tra voi secondo il cuore di Cristo buon Pastore. A tutti voi chiedo la grazia di aiutarmi a camminare in una comunità sempre più unita dalla comunione. Sono convinto che l’unità è il tesoro della comunità cristiana. Una comunità che svilisce la comunione rischia di non essere feconda. I genitori generano il loro bambino nell’unita, non nella divisione. “Affinché una comunità sia un luogo di crescita, di tenerezza e di amore, l’unità è indispensabile.” (J. Renier) Di cuore io e i miei confratelli ci impegniamo ad essere artigiani di questa pace e di questa comunione. Ringrazio i confratelli don Andrea P., don Andrea Q., don Piero per l’accoglienza, la vigilanza, la pazienza, la fraternità con cui mi hanno accolto e mi stanno aiutando.

Il vostro Parroco