Calendario

Maggio 2019
L M M G V S D
29 30 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2

Accesso Utenti

A conclusione del PERCORSO in preparazione al Matrimonio cristiano

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l'amore
né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio

Cantico dei Cantici 8:6-7

Il Matrimonio corona un percorso di conoscenza e amore reciproco con la promessa più bella e importante che due innamorati possano scambiarsi. Restare uniti “per sempre”, diventare una “cosa sola”.
Le parole per descrivere l’amore hanno la caratteristica di essere assolute, definitive, totali. Poi l’Amore, quello con la A maiuscola che continua negli anni, in realtà è spesso fragile, difficile, faticoso. Ma è proprio la straordinarietà dell’impresa che muove l’entusiasmo di due persone che decidono di camminare insieme. Da ora… in poi.

E così, nel Cantico dei Cantici l’amore è descritto con immagini dalle tinte forti e niente nei toni è minimamente edulcorato: “perché forte come la morte è l’amore”.
Il vescovo Baldovino di Canterbury nel 1190, nel commentare questo passo del Cantico dei Cantici, scriveva:

Forte è la morte perché è capace di privarci del dono della vita. Forte è l’amore, che è capace di ricondurci a un uso migliore della vita. Forte è la morte, che è in grado di spogliarci del vestito di questo corpo. Forte è l’amore, che è capace di strappare le nostre spoglie alla morte e restituircele. Forte è la morte a cui nessun uomo è in grado di resistere. Forte è l’amore al punto da trionfare su di essa, spuntarne il pungiglione, smorzarne la forza, vanificarne la vittoria… Forte come la morte è l’amore, perché l’amore di Cristo è la fine della morte.

La forza dell’amore si svela nell’impegno quotidiano, nella paziente cura, nella scoperta reciproca.
Come scrive Benedetto XVI nell’enciclica Deus caritas est:

La scoperta dell'amore diventa ora scoperta dell'altro, superando il carattere egoistico prima chiaramente dominante. Adesso l'amore diventa cura dell'altro e per l'altro. Non cerca più se stesso, l'immersione nell'ebbrezza della felicità, cerca invece il bene dell'amato: diventa rinuncia, è pronto al sacrificio, anzi lo cerca.