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di Don Stefano Guidi (Direttore della Fondazione Oratori Milanesi)

La prima parola è quotidianità. Ci stiamo abituando a vivere una relazione con l’Arcivescovo che sia normale, quotidiana, famigliare. Il gesto semplice della vicinanza, vissuto come deve essere nella più totale spontaneità, sa provocare il risveglio di umanità, di calore, di amicizia, che fa bella la relazione con la Chiesa. Questa facilità di rapporto ci fa desiderare che la fraternità quotidiana possa essere lo stile praticato nella Chiesa. Che ogni Comunità possa essere il luogo dove si sperimenta una fraternità immediata, semplice e sincera. Che non siamo fratelli e sorelle per dogma, ma perché vicini e chiamati a condividere un particolare tratto di strada della nostra vita. 

Sogno, è la seconda parola. Le prime parole che l’Arcivescovo ci ha rivolto attingono al Padre Nostro e all’Apocalisse. Non si è presentato con una strategia o un programma. Ma ci ha chiesto di contemplare il sogno di Gesù: il Regno del Padre. Fin dall’inizio l’Arcivescovo Mario ci ha provocato a sognare la Chiesa. Non a organizzarla, mantenerla, restaurarla. Ma a sognarla. A partire dal sogno di Gesù: un unico Padre, un’unica fraternità di popoli, un Regno. Anche l’ideazione del Sinodo Minore, è tutt’altro che un’idea minore, nelle premesse e nelle attese, fin dal titolo: Chiesa dalle genti. E già abbiamo capito che il Sinodo ci proietta oltre la stesura di un documento, ma ci provoca soprattutto ad essere diversi nello stile di Chiesa, praticato in ogni Comunità.

La terza parola è letizia. Le prime parole che l’Arcivescovo Mario ha rivolto alla diocesi sono state una richiesta di aiuto per costruire insieme una Chiesa semplice e lieta. Considerando il momento storico, sappiamo per diretta esperienza quanto faccia presa in noi la rassegnazione, la nostalgia dei tempi andati, la paura di cambiare. L’Arcivescovo sembra chiederci di non lasciarci rubare la gioia e la speranza. La letizia che siamo invitati a custodire e diffondere non consiste nel clamore della vittoria, nella soddisfazione della riuscita, nell’aumento dell’audience. La letizia è ciò che meglio corrisponde alla presenza di Gesù, che ci precede sempre e dappertutto.

(da www.chiesadimilano.it)