L'icona della Sacra Famiglia nelle nostre case

1618-2018: 400 anni della nostra comunità parrocchiale

Calendario

Luglio 2018
L M M G V S D
25 26 27 28 29 30 1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31 1 2 3 4 5

Programma Festa Patronale 2018

Accesso Utenti

Ci sono quattrocento anni di storie, di fatti, di volti. Senza soluzione di continuità. Da quel 14 aprile 1618 in cui vennero poste le fondazioni della nuova parrocchia tra Milano, Greco e Niguarda, la vita della comunità cristiana di Pratocentenaro ha scandito, accompagnato e forgiato quella di migliaia di persone. Furono proprio gli abitanti di quello che allora era un piccolo agglomerato di cascine a rivolgersi all’Arcivescovo di Milano, il cardinale Federigo Borromeo, per poter andare a messa più agevolmente, anche quando il Seveso in piena allagava le strade verso Niguarda. Questa è la storia.

Ma quella storia non si è fermata. Come un fiume, tra ducati e imperi, guerre e battaglie, è arrivata fino a noi. E non possiamo che essere grati per quanto oggi ci è dato da vivere tra le nostre vie e nei nostri caseggiati. Basta poco per accorgersi che tra di noi, più che da altre parti, si respira ancora l’odore dell’amicizia, della solidarietà, della carità e dell’accoglienza, quando sempre più spesso il mondo sembra andare in un’altra direzione.

Resiste ancora l’umano tra noi. E una comunione visibile, ancorché piena di difetti. Perché siamo uomini. Ma c’è. Nella comunità cristiana, ma anche al di fuori, tra chi non crede o professa altre religioni. E comunione vuol dire “essere con”. Indica un legame, quello che ci fa essere un popolo.

Noi vogliamo festeggiare questa vita - come ogni anno, ma in particolar modo nel quattrocentesimo di questa comunità - ricordando il patrono a cui è dedicata la nostra chiesa, san Dionigi, vescovo di Milano, predecessore di sant’Ambrogio, che ha vegliato e accompagnato questa storia.

Proprio per quella comunione, per quel legame, il desiderio che abbiamo è quello di poter condividere con tutti questa festa. Non si tratta solo della celebrazione di un passato, ma della gratitudine per un presente che fa guardare al futuro con speranza. Partendo dalla coscienza che «l’amore di Cristo ci spinge», come recita il motto dell’anniversario.