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Omelia dell'Arcivescovo Mario Delpini durante la Redditio Symboli con i giovani della diocesi sabato 7 ottobre sera n Duomo

Noi non andiamo da nessuna parte, noi non mendichiamo più. Ci accontentiamo di molto meno. Noi sappiamo già troppo della vita: la gioia non esiste. Abbiamo già ricevuto troppe ferite, siamo già stati troppo ingannati. Abbiamo già sperimentato la delusione: siamo stati introdotti nella vita dalla promessa d’essere figli amati da genitori capaci di indicarci la via della gioia e abbiamo sperimentato poveri uomini e donne smarriti e infelici. Siamo stati introdotti nel sapere dalla promessa di risposte illuminanti sul senso della vita e abbiamo sperimentato la confusione di un pensiero incerto e abbiamo ricevuto il messaggio che il pensiero più acuto è quello che critica tutto e non crede a niente. 

Noi non andiamo da nessuna parte, non mendichiamo più. Noi, mendicanti della gioia, corriamo in massa là dove si vende l’eccitazione di una notte, noi ci divertiamo un sacco. Ogni capriccio trova soddisfazione: non si deve cercare lontano. All’angolo di ogni strada si può trovare qualche spicciolo di gioia: basta un po’ di chimica, basta un po’ di musica, basta un po’ di gioco. Noi corriamo in massa dove la vita lascia cadere qualche spicciolo per i mendicanti della gioia. Noi, mendicanti della gioia, ci lasciamo travolgere dall’innamoramento di una stagione e ci esaltiamo per l’euforia di una avventura che chiamiamo amore. Viviamo in uno stato di passione incontenibile sperimentando d’essere importanti per lui, per lei, scrivendo messaggi memorabili e sciocchezze irripetibili, struggendoci in attesa di un incontro, di una carezza, di una parola. Siamo invasi dalla gioia. Stiamo insieme per quel tanto che dura e mettiamo nel conto che finiremo per trovarci insopportabili e farci del male. Intanto però siamo nel vortice di un’emozione e la chiamiamo felicità.

Dove andate, mendicanti della gioia?

Vengo a visitarvi, mendicanti della gioia – irrompe l’angelo di Dio. Vengo a casa tua, mendicante della gioia. Vengo mandato da Dio, alleato della tua gioia.

Non c’è gioia, senza l’annunciazione dell’angelo mandato da Dio. Perché Dio conosce il segreto della gioia: non si può conquistare come fosse un’impresa da compiere con grandi sforzi e sacrifici, non si può comprare, come fosse un prodotto per cui impegnare le risorse disponibili, non si può pensare come fosse un ragionamento intelligente. Non c’è gioia senza annunciazione: un angelo del Signore è stato mandato da Dio, è stato mandato per te. Se ti trova a casa presso di te, se ti trova disponibile, l’angelo di Dio entra nella tua vita e ti porta il messaggio che gli è stato affidato da Dio. La prima parola che ti rivolge, in nome di Dio, è: rallegrati, esulta di gioia! Dio ti vuole felice. Non credere a chi ti induce a pensare che Dio venga a pretendere qualche cosa, che Dio voglia importi qualche dovere gravoso, qualche legge invasiva, qualche limitazione per la tua libertà. Ecco che cosa ha da dirti come prima parola l’angelo mandato da Dio: rallegrati!E la seconda parola che l’angelo di Dio ti rivolge, in nome di Dio, è: tu sei degno di essere amato, tu sei meritevole di stima, tu sei buono, buona, bello, bella, a te è stata destinata la grazia di essere figlio di Dio. Non disprezzarti, non sottovalutarti, non dire: io non valgo niente. Per te la grazia è abbondante.

La terza parola che l’angelo di Dio ti rivolge, in nome di Dio, è la vocazione santa, la chiamata ad essere alleato di Dio per la salvezza di tutti. Non sei al mondo per caso e per niente. Il Signore è con te, per dare compimento, insieme con te, al suo desiderio di salvare tutti. Hai un dono da offrire, hai la possibilità di dare un compimento alla tua libertà impegnandola per una missione, per un amore che abbia la tenacia, la profondità, la bellezza dell’amore di Dio.