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Riportiamo, dal sito della Diocesi, alcuni brani tratti da riflessioni e contributi per prepararsi alla visita di papa Francesca a Milano

I testi integrali e altre riflessioni e materiali su www.chiesadimilano.it

di Giuseppe Zola

Il sussidio pastorale redatto in preparazione alla visita del Santo Padre a Milano si intitola “In questa città Io ho un popolo numeroso, dice il Signore”. E in effetti, nella diocesi ambrosiana esiste, per grazia di Dio, un popolo cristiano numeroso, non solo per quantità, ma anche per un livello qualitativo fuori del comune, frutto di quanto seminato dai santi patroni Ambrogio e Carlo e coltivato dai grandi arcivescovi che si sono susseguiti nella guida della diocesi.

Una delle caratteristiche che più colpiscono di questo popolo è la sua capacità di influenzare beneficamente tutta la società civile, che trova nel lievito della Chiesa un punto di riferimento, talora anche non del tutto cosciente, che aiuta lo svilupparsi di una vita migliore nelle terre ambrosiane e che vede simbolizzata fisicamente nella stessa piazza del Duomo l’unità di una intera città.L’altra caratteristica, accentuata dal recente magistero dell’Arcivescovo, Cardinale Angelo Scola, sta nella capacità di accogliere, dentro un unico popolo, le diverse esperienze che lo Spirito continuamente suscita. L’espressione “pluriformità nell’unità” esprime plasticamente questo dono dato alla diocesi ambrosiana, dono da coltivare con coraggio e fede profonda.

 Tali caratteristiche rappresentano anche la grande responsabilità del popolo ambrosiano per una limpida testimonianza nei confronti di tutta la Chiesa universale. Sotto questo profilo, il nostro popolo ha il compito non solo di “ascoltare” (cosa che viene egregiamente fatta), ma anche di annunciare coraggiosamente e con gesti decisi la salvezza costituita da Cristo, salvezza che riguarda sia la vita personale di ciascuno sia la buona convivenza dell’intera società.

di Alberto Sportoletti 

Un frutto positivo della visita di Papa Francesco a Milano il prossimo 25 marzo è già visibile nel popolo cristiano che lo attende: il lavoro preparatorio che la diocesi ha proposto, attraverso la traccia contenuta nel sussidio ‘In questa città io ho un popolo numeroso, dice il Signore’, che vuole indirizzare la nostra attenzione non solo ai principali testi del Papa, in particolare sull’Evangelii Gaudium, ma ancora più profondamente ai suoi gesti, al suo modo di guardare l’esistenza e affrontare le sfide che emergono in questo ‘cambiamento d’epoca’ che caratterizza il mondo intero come le nostre terre ambrosiane.

 Il Papa ci sta aiutando a guardare le sfide globali come quelle più personali e quotidiane allo stesso modo: a partire dall’essenziale, dall’avvenimento di Cristo, della sua misericordia che ha avuto pietà del nostro nulla per risollevarci e indicarci la posizione ottimale per affrontare i problemi umani. Personalmente sperimento come profondamente pertinente alle esigenze della mia vita il paragone libero, cioè non dialettico e difensivo, con la testimonianza di Papa Francesco teso, con tutta la sua persona, non a propugnare una ‘rivoluzione liberale’ ma a riandare alle radici del fatto cristiano come lui stesso ha recentemente sottolineato.

 La proposta a tutti e l’adesione cordiale a un tale lavoro di vivo paragone con l’esperienza ci può consentire di vivere la visita del Papa non riducendola a un evento emotivo e mediatico ma come occasione che incrementi la consapevolezza del nostro compito nel mondo e ci accompagni nelle gravose sfide che abbiamo tutti davanti.